Anche quando il bambino è molto piccolo, abituatelo ad ascoltare la vostra voce che racconta o che legge una storia, una fiaba. La voce del papà o della mamma, modulata in modo gradevole, che accarezza le parole, sorridente, è piacevole e rassicurante per il bambino.

Si rafforza il legame tra genitori e figlio, si abitua il bambino ad ascoltare, che è una capacità basilare nella comunicazione interpersonale, e impara parole nuove, si sviluppa il linguaggio e la memoria.

Fin da piccoli acquistano dimestichezza con i libri, li guardano, voi li sfogliate con loro commentando le immagini, vedono il papà e la mamma che leggono; è una buona scuola iniziale all’amore del libro e della lettura.

Se il piccolo è irrequieto e non vuole ascoltare, provate a dargli qualcosa da bere o da mangiare, poi riprendete la lettura.

Se vuole ascoltare sempre la stessa storia, va bene, perché la ripetizione favorisce l’apprendimento.
 

"Non voglio mangiare!!... Voglio giocare!.."

Che cosa dire, che cosa rispondere ai capricci del piccolo

Ci siamo di nuovo con i soliti capricci! Voglio il gelato! Comprami gelato! Non ho voglia di alzarmi, resto a letto! Ridammi il mio orsacchiotto! La lista può essere interminabile, alimentata dalla fantasia dei bambini e dalle situazioni che presenta la vita. I bambini dimostrano a volte un’abilità sviluppata nella loro strategia di attacco: insistono con energia nelle richieste, sapendo che così otterranno.

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Comunicare con parole, versi, rumori e suoni divertenti per il bambino. Comunicare con i gesti, con il contatto fisico. Il bambino impara a distinguere il viso levigato della mamma da quello ruvido del papà, come viene preso e tenuto in braccio dall’una e dall’altro. Il tatto è un canale di conoscenza particolarmente importante per il bambino.
Vari studi hanno confermato quello che il buon senso ci suggerisce: il bambino cresce bene anche psicologicamente e affettivamente se è oggetto di gesti di tenerezze e di coccole.
Incoraggiamo anche il papà a coccolare il bambino, se dimostra un po’ di pudore o si sente in imbarazzo. Accarezzare il bambino, massaggiare il suo corpo, le sue manine, i piedini, la fronte. Così anche la relazione tra papà e figlio cresce e si rinforza.

La redazione

E’ un bel problema. Un bambino che sa di non essere stato lui a combinare il pasticcio, a rompere il vaso regalato dalla zia, e non riuscire a dimostrarlo. Non è semplice affermare e descrivere la verità. Soprattutto per un bambino, che non ha ancora acquisito la capacità di argomentare, di dimostrare i fatti, di descrivere gli eventi con ordine.

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Furtarello di uva al supermercato

Approfittare delle situazioni quotidiane per educare i bambini ai comportamenti corretti

Ci scrive Lucia da Novara che un sabato mattina, facendo la spesa al supermercato, si è imbattuta in un bambino intraprendente.

Un bambino di 4 anni circa, dall'aria furbacchiona, gironzola disinvolto tra i banchi della frutta. Proprio all'altezza del viso si trova la cassetta dell'uva. Bei grappoli , con acini grossi grossi. Zaffete..., ne afferra uno e comincia soddisfatto a mangiare. La mamma, ignara dell'avventura in corso, prosegue a scegliere insalata e porri qualche metro più in là. Io guardo il bambino e gli faccio "eh-eh!", un po' seria, un po' indulgente. Lui mi sorride con una smorfia di superiorità e mi fa una sbracciata verso l'alto come per dirmi "ma va là!!!...". E continua a mangiare. Caspita, che determinazione! La mamma infine se ne accorge. "Ma cosa fai Giorgio, non si può". E lui continua a mangiare. " ...e poi l'uva è sporca..." prosegue la mamma, e intanto gli prende i resti del grappolo, va alla bilancia, pesa e ritira il biglietto con il prezzo. Il grappolo saccheggiato è assicurato e Giorgetto può godersi la soddisfazione che la sua operazione è andata a buon fine. Voi che ne dite?

Cara Lucia, anche in futuro il nostro eroe potrà ripetere lo stesso copione, perché la mamma poi pagherà e risolverà i problemi pratici a seguito delle sue azioni. A meno che la mamma non cambi tattica e si occupi più di Giorgio che della spesa, o, meglio, si occupi della spesa assieme a Giorgio. E' un bambino che ha iniziativa, passa all'azione, si muove a suo agio: sono buone qualità, che se formate e guidate anche nelle semplici situazioni quotidiane possono far saltar fuori un ragazzo maturo.

La redazione

Domenica, 24/09/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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